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I Carciofi alla Giudia

I Carciofi alla Giudia

Quando parliamo di tradizione gastronomica romana, il carciofo alla giudia ha un posto di tutto riguardo e insieme al carciofo alla romana rappresenta la massima esaltazione di questo fiore dal sapore dolce e inconfondibile.

I carciofi già noti ai Greci, che li chiamavano kinara, e ai Romani, che invece li chiamavano cynarasono protettori del fegato, aiutano l’eliminazione delle tossine e favoriscono la diuresi. Vengono raccolti tra novembre e aprile e ci aiutano così a smaltire gli eccessi della dieta invernale con le loro proprietà organolettiche ineguagliabili.

Ma torniamo al carciofo alla Giudia, come si prepara?

La ricetta

Croccante fuori dal cuore tenero, il carciofo alla Giudia compare nei ricettari a partire dal XVI secolo.

La ricetta nasce nel ghetto ebraico di Roma, centro di tante ricette della tradizione.

Si sceglie la mammola, il carciofo cimarolo tipico del lazio, dalla forma tonda e corposa senza spine. Ripulito dai petali esterni più coriacei viene battuto su un misto di sale e pepe per farlo aprire permettendo una cottura veloce ed uniforme. Una volta battuto è immerso nell’olio bollente: il risultato è un carciofo croccante, saporito, che nonostante la frittura rimane leggero. Meraviglioso da associale alle carni, quella di agnello in primis, permette accostamenti di contorno anche al pesce.

Vi aspettiamo all’Osteria Romana per assaggiarlo!

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